Bovisa – un grande fermento

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Accadde anche questo. Agli inizi del Novecento, due delle nove manifatture cinematografiche in Italia -eh sì, si chiamavano così- erano proprio nel cuore della Bovisa e ospitavano le star più affascinanti e capricciose del cinema muto, da Francesca Bertini ad Amleto Novelli.

Magazzini colmi di costumi, armi e accessori di scena, sartorie, sale trucco e camerini; era il tempo della Hollywood italiana, che girava i suoi drammoni nei cortili e nei giardini, negli stabilimenti, nei teatri di posa e nella brughiera nebbiosa.

A distanza di un secolo, le divine del muto cedono il testimone ad altre espressioni artistiche. Dai coloratissimi graffiti murari -8000 mq realizzati da 120 writers- a home gallery, ad ambiziosi atelier di pittura e scultura. Come ad esempio THE BAG -Bovisa Art Gang- fra via Guicciardi e via Carnevali; qui, un capannone dismesso – concesso in comodato gratuito dal Gruppo Ceccarelli- è stato trasformato in “zona franca per l’arte” da tre giovani artisti formatisi all’Accademia di Brera e al DAMS. Coinvolgendo studenti dell’Accademia e del Politecnico hanno riadattato i locali del vecchio spedizioniere e posizionato le loro installazioni artistiche. The Bag è un laboratorio creativo, un atelier e una galleria espositiva, espressione di quello spirito giovane e anticonformista che sta attraversando il quartiere come una linfa vitale.

Fra location fotografiche e negozi vintage è fresca di vernissage la nuova realtà della Triennale Bovisa (TBVS) in via Lambruschini (palcoscenico di arte contemporanea) e si coltivano prestigiosi progetti di insediamento, dall’Accademia di Brera alla nuova sede del Conservatorio.

Un ulteriore progetto riguarda la trasformazione di un vecchio gasometro in Museo del Presente di arte contemporanea e d’avanguardia; già, i profili dei gasometri della Bovisa, tanto amati dal regista Ermanno Olmi, che nel quartiere trascorse l’infanzia.
Il Gruppo Ceccarelli intende contribuire a questo clima mettendo a disposizione alcuni spazi, in collaborazione con il Politecnico e associazioni no profit, proponendo mostre di pittura, scultura e fotografia, installazioni multimediali, concerti ed eventi a tema.

La Bovisa vive un grande fermento, non solo artistico ma anche scientifico. Lo testimonia l’Istituto Mario Negri che dopo 44 anni di attività vi ha portato la propria sede per le nuove ricerche farmacologiche. Lo testimonia la rinnovata fiducia della struttura universitaria del Politecnico, che ha potenziato gli spazi delle proprie facoltà.

Secondo il Rettore del Politecnico “la presenza di una Biblioteca di medie-grandi dimensioni, il Museo del Design, l’insediamento di una rete di diffusione della cultura tecnico-scientifica, in collaborazione con il Museo della Scienza e della Tecnologia, è l’altra faccia della Bovisa. Mezzi di trasporto innovativi, il recupero di mini centri storici, ma anche la nuova edilizia residenziale, la creazione di aree verdi e campi sportivi, sono naturali complementi. Bovisa città della scienza, della tecnologia e dell’arte”.

Questi sviluppi, unitamente all’apertura di esercizi commerciali e di nuovi servizi, al potenziamento dei collegamenti del trasporto pubblico, contribuiranno in maniera indiscutibile a creare valore aggiunto al quartiere Bovisa. La vecchia Milano, archiviato il periodo post industriale, si fa appetibile per giovani e opinion maker, per investitori e utilizzatori finali attenti ad opportunità e prospettive. A fronte del fatto che leggendo di Bovisa sui maggiori quotidiani, si è passati dal termine “potenzialità” a quello più amato di “realtà”.


Tutte le opere del Progetto Bovisa